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Asta del Tagliamento - L'impianto di Ampezzo
L'impianto utilizza parte delle acque dell'Alto Tagliamento ed affluenti, da quota 980 mslm con un salto di 480 m La centrale, inaugurata il 30 marzo 1948, ed intitolata a Giuseppe Volpi, si trova a quota 510 mslm circa in località Plan del Sac di Ampezzo.
La centrale è alimentata dal serbatoio stagionale del Lumiei tramite una galleria in pressione, lunga 4.112 metri, che si collega ad una condotta forzata metallica che termina nel collettore di centrale, posto in caverna a quota 500 mslm.
Dal collettore si diramano le derivazioni che alimentano i tre gruppi turbina Pelton - alternatore ad asse orizzontale. Le turbine, due per ogni gruppo, sono alimentate da due introduttori sfasati fra loro di 90°. Gli alternatori sono collegati a tre trasformatori elevatori posti all'esterno e immettono l'energia prodotta nella rete 130 kV. L'impianto entra in servizio, normalmente, per coprire le richieste di carico nelle ore di punta dei giorni feriali.
Somplago
L'impianto utilizza la portata scaricata dalla centrale di Ampezzo e parte delle acque del Medio Tagliamento e suoi affluenti da quota 480 mslm con un salto di 280 m, restituendola, infine, al Tagliamento.
La centrale, costruita in caverna, si trova sulla sponda nord-ovest del lago di Cavazzo, in località Somplago, nel Comune di Cavazzo Carnico.
La galleria di derivazione della centrale, lunga circa 8,5 km, si collega, a valle del pozzo piezometrico, a tre condotte forzate metalliche poste in un pozzo verticale ricavato in roccia, che alimentano singolarmente i tre gruppi di cui è dotata la centrale.
L'energia elettrica viene prodotta da tre generatori gemelli mossi da tre turbine Francis ad asse verticale. Tramite un sistema di sbarre l'energia prodotta viene trasferita ai trasformatori elevatori installati all'interno della centrale; da questi, tramite cavi in A.T., viene trasportata all'esterno in un sistema di smistamento costituito da due sbarre A.T. (una esercita a 130 kV e l'altra a 220 kV) per l'immissione definitiva in rete.
Barcis
È la centrale di testa di un complesso sistema elettroirriguo che utilizza le acque del torrente Cellina per la produzione di energia e per l'alimentazione di acquedotti ed impianti di irrigazione.
La centrale è alimentata dal bacino omonimo mediante una galleria di derivazione in pressione lunga circa 2 km, a sezione circolare, di 3,90 m di diametro, rivestita in calcestruzzo armato.
La sala macchine è ricavata in caverna a quota 350 mslm sulla sponda sinistra del torrente Cellina in località Diga Vecchia, nel Comune di Montereale Valcellina.
La galleria di derivazione si collega, tramite il pozzo piezometrico, a due condotte forzate metalliche che alimentano due gruppi turbina Kaplan-alternatore ad asse verticale che scaricano nel torrente Cellina immediatamente a valle della centrale.
Ponte Giulio
L'impianto, in attesa del completamento della nuova diga di Ravedis, è alimentato mediante una derivazione provvisoria, dalle acque captate dal torrente Cellina in località rio Stella.
Il canale di derivazione in pressione della centrale, lungo 4511 m., dopo essersi collegato al pozzo piezometrico, mediante due brevi condotte forzate metalliche (di m 50,7 e 47,4) alimenta i due gruppi della centrale. I gruppi ad asse verticale sono costituiti ciascuno da una turbina Kaplan e da un generatore sincrono.
La vasca ed il canale di scarico hanno lunghezza rispettivamente di 46 metri e 664 metri.
San Leonardo
L'impianto ha schema idraulico ed opere simili a quelli dell'impianto di Ponte Giulio dal cui canale di scarico riceve l'acqua fino in vasca di carico.
Dalla vasca di carico parte il canale di derivazione in pressione costituito da due tubazioni lunghe circa 4400 m che si innestano alla base del pozzo piezometrico. Da questo si dipartono le due condotte forzate metalliche lunghe circa 70 m che alimentano i due gruppi ad asse verticale, dotati ciascuno di turbina Francis e di generatore sincrono. La centrale è ubicata all'aperto sull'alveo del Cellina.
San Foca
L'impianto utilizza le acque scaricate dalla centrale di San Leonardo che vengono recapitate alla vasca di carico tramite un canale a pelo libero.
Il canale di derivazione in pressione, lungo 2.681 m, è costituito da due tubazioni in cemento armato precompresso che si innestano nel basamento del pozzo piezometrico da cui si dipartono due condotte forzate metalliche.
La centrale è dotata di due gruppi con turbina Francis ad asse verticale e di generatori sincroni.
Villa Rinaldi
L'impianto ha schema idraulico ed opere simili a quelli di San Foca di cui utilizza le acque scaricate.
Il canale di derivazione in pressione, lungo 2.354 m circa, è costituito da due tubazioni in cemento armato precompresso, che si innestano alla base del pozzo piezometrico da cui prendono il via due condotte forzate metalliche.
La centrale è dotata di due gruppi con turbine Francis ad asse verticale e generatori sincroni.
Cordenons
L'impianto deriva le acque nella parte terminale dell'esistente canale di scarico della centrale di Villa Rinaldi, ove sono state ricavate la vasca di carico e l'opera di presa.
Il canale di derivazione in pressione, lungo 3.780 m circa, è costituito da due tubazioni interrate in cemento armato precompresso che si innestano nel basamento della torre piezometrica. Da qui parte una breve condotta forzata che termina con un distributore dotato di tre diramazioni facenti capo ad altrettanti gruppi ad asse verticale con turbina Francis e generatore asincrono. L'acqua scaricata dalla centrale viene restituita, tramite un canale, nel torrente Meduna.
Gli impianti minori
Non meno importanti sono poi i diciotto impianti minori (mini-idro) collegati alla rete a media tensione e dislocati sul territorio nelle province di Udine, Gorizia e Pordenone. Le mini-idro utilizzano principalmente le acque dei fiumi Tagliamento e Livenza.
