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Le fonti rinnovabili

In Italia, fino ai primi anni Sessanta, la maggior parte della produzione di energia derivava da fonti rinnovabili, grazie soprattutto alle centrali idroelettriche alpine. Il calo della quota di rinnovabili rispetto al totale di energia prodotta è stato causato dall'aumento della domanda di energia. Ancora oggi, secondo i dati GSE, sulla produzione italiana da fonti rinnovabili incide moltissimo la quota derivante dall'idroelettrico.

L'Unione Europea ha avviato un processo di sostegno alle energie rinnovabili molto preciso, come dimostra la Direttiva 2001/77/CE, sostituita dalla 2009/28, che fissa gli obiettivi nazionali per la quota di energia da fonte rinnovabile che ogni Paese dovrà produrre entro il 2010. A questo scopo, ogni Stato membro dovrà presentare un Piano d'azione nazionale per le energie rinnovabili (NREAP).

Secondo i dati aggiornati al 2008 (fonte GSE), l'Italia è ancora al di sotto del suo obiettivo, fissato al 22%. La media del rapporto tra produzione totale di energia rinnovabile e C.I.L. (consumo interno lordo) è, infatti, ferma al 16,7%, così suddivisa:

  • idrica - 12,1% (41,1 TWh di energia prodotta);
  • biomasse, biogas rifuti (bioliquidi compresi) - 1,6% (5,5 TWh di energia prodotta);
  • geotermica - 1,5% (5,2 TWh di energia prodotta);
  • eolica - 1,4% (4,9 TWh di energia prodotta);
  • solare - 0,1% (0,2 TWh di energia prodotta).

È interessante notare la profonda disparità tra le regioni italiane nel contribuire a questo dato totale.