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Presentazione delle centrali di Tusciano

Bussento
La centrale del Bussento utilizza le acque del fiume Bussento che nasce dal monte Cervati in provincia di Salerno.
Esso riceve le acque da alcuni rami secondari e ha come principali affluenti il Rio Casaletto a sinistra ed il torrente Scialaporamo a destra. Il fiume è lungo circa 37 km e sfocia nel mar Tirreno, ad ovest del golfo di Policastro.
Costruita nel 1958, è ubicata nel comune di Morigerati (SA). È una centrale a bacino artificiale che, per il funzionamento, utilizza le acque del fiume Bussento il quale viene a sua volta alimentato da alcuni affluenti nei pressi di Sanza.
Nel 2007 sono stati ultimati i lavori di sostituzione integrale delle due unità che compongono la centrale per l'ottenimento dei "certificati verdi". L'intervento ha compreso la sostituzione dei due gruppi turbina – alternatore e dei relativi ausiliari con conseguente incremento di efficienza.
Lo sbarramento del fiume è stato realizzato a quota 290 m, poco a monte della grotta di Caselle, dando luogo ad un ampio serbatoio di raccolta delle acque.
L'opera di presa è ubicata sulla sponda sinistra del fiume ad una quota di 296,20 m ed è costituita da una bocca a sezione rettangolare protetta da griglie in ferro.
Poco più a valle, in un apposito pozzo, è stata installata una griglia a sacco e successivamente una paratoia piana di intercettazione. Entrambi gli organi sono a comando olio dinamico. Da qui inizia la galleria di derivazione, la quale ha una lunghezza di circa 7,5 km Dopo circa 2 km, la galleria attraversa il fiume Bussento con un tubo appoggiato su una struttura portante ad arco.
Dopo circa 4 km la galleria riceve le acque del Rio Casaletto, avente una portata di 1,5 mc/s, per mezzo di un pozzo di circa 34 m, intercettato alla base da una valvola a funzionamento automatico.
Al termine della galleria, è stato realizzato il pozzo piezometrico costituito da una struttura cilindrica avente diametro di 13 m, con una svasatura superiore di 16 m e con altezza complessiva di 40 m La sua funzione è quella di proteggere la galleria dai colpi di ariete dovuti alle possibili onde di deflusso.
Al pozzo piezometrico segue la condotta forzata, senza giunti di dilatazione, lunga circa 1.260 m, con diametro variabile 3,40-2,50 m, protetta in testa da una valvola a farfalla con funzionamento automatico. Alla base è munita di una sfera di biforcazione per l'alimentazione dei gruppi e ha un salto di circa 250 m.
Le acque, una volta turbinate tramite un canale a pelo libero, vengono restituite al corso del fiume Bussento.
Durante l'estate, quest'ultimo tratto di fiume viene utilizzato per lo svolgimento di campionati nazionali di canoa.

Calore
La centrale del Calore per il suo funzionamento utilizza le acque del fiume Calore che nasce in Campania. Il fiume, che ha origine dai monti Picentini ed ha come affluenti il Tammaro, l'Ufita e il Sabato, è lungo circa 108 km ed è il più importante affluente del Volturno.
Ubicato nel comune di S.Mango sul Calore (AV) [Strada Comunale Luogo Sano Incrocio con Strada Vicinale Montagna Cariello] , l'impianto è stato costruito nel 1938.
È una centrale ad acqua fluente che originariamente utilizzava le disponibilità idriche delle sorgenti di Cassano Irpino e le acque di alcune sorgive captate lungo il pecorso della galleria di derivazione.
A partire dal 1965, le sorgenti di Cassano furono destinate ad uso potabile da parte dell'acquedotto Pugliese ed Alto Calore, con la possibilità di immettere direttamente nella galleria di derivazione gli eventuali esuberi.
Per poter continuare a produrre energia idroelettrica, in località S. Francesco nel comune di Montella (AV), è stato realizzato uno sbarramento ed una successiva derivazione sulla sponda sinistra del fiume Calore.
Da qui parte una galleria lunga circa 12 km, alla quale si può accedere dall'esterno attraverso tre finestre denominate Baiardo, Chianzano e Remolise utilizzate soprattutto durante la costruzione. Tale galleria sfocia in una vasca di compensazione ubicata in località Poppano e da qui, con un raccordo lungo circa 800 m, sfocia nella vasca di carico vera e propria da dove parte la condotta forzata, del tipo chiodato con giunti di dilatazione, lunga circa 930 m, con un diametro pari a 2 m e un dislivello di 193 m. La vasca di carico ha sezione circolare, è ubicata a circa 460 m, ed è dotata di una griglia metallica.
Alla fine le acque, tramite un canale, vengono restituite nuovamente al corso del fiume Calore.

Tanagro
La centrale del Tanagro, per il suo funzionamento, utilizza le acque del fiume Tanagro che nasce in Lucania ed è il principale affluente del fiume Sele. Quest'ultimo, lungo circa 72 km, scorre verso Nord, attraversa il Vallo di Diano per poi sfociare nel mar Tirreno nei pressi di Paestum.
Ubicato nel comune di Pertosa (SA), l'impianto del tipo ad acqua fluente è stato rifatto (unificazione dei salti) nel 1975 e per il suo funzionamento utilizza le acque del fiume Tanagro.
In località Maltempo, nel comune di Polla, è stato realizzato uno sbarramento sul corso del fiume Tanagro che ha originato un bacino dal quale, attraverso una griglia metallica munita di uno sgrigliatore automatico, convoglia le acque attraverso una galleria a pelo libero di circa 2 km in una vasca di carico. Tale vasca si trova ad una quota di 426,54 metri.
Da qui parte la condotta forzata lunga circa 715 m, con diametro pari a 1,650 m e un dislivello di 219 m Alla fine le acque vengono restituite nuovamente al corso del fiume Tanagro tramite un canale a pelo libero di 10 metri.

Picentino
La centrale del Picentino utilizza le acque delle sorgenti di Nocelleto, Infrattata, Fricchione, e le acque del fiume Picentino incanalate in località Capo di Fiume.
Il Picentino nasce dal monte Acellica e dopo aver percorso circa 25 km sfocia nel golfo di Salerno presso il comune di Pontecagnano.
Ubicata nel comune di Giffoni Valle Piana (SA), è una centrale ad acqua fluente costruita nel 1958 che utilizza le acque delle sorgenti di Nocelleto, Infrattata, Fricchione e Capo di Fiume.
L'opera di presa è situata sulla sponda destra del fiume; è formata da uno sbarramento in calcestruzzo con delle paratoie che deviano il corso del fiume nel canale di derivazione, al cui imbocco è collocata una griglia che evita il passaggio dei detriti trascinati dal fiume.
Dopo questa griglia, in località Capo di Fiume, inizia il canale; esso è a pelo libero ed è strutturato in calcestruzzo e coperto da lastroni in cemento.
Il canale ha una larghezza di 80 cm, è alto 135 cm e lungo 1,628 km.
Nella vicinanza della vasca di carico si immette in tale canale un altro ramo che raccoglie le acque delle prese di Nocelleto, Infrattata e Fricchione.
All'altezza della coniugazione dei canali, gli stessi possono essere intercettati da paratoie manuali.
Entrambi i rami dei canali vengono convogliati nella vasca di carico. La vasca è dotata di una griglia metallica dove agisce uno sgrigliatore meccanico a funzionamento automatico temporizzato. Ha una capienza di circa 1.000 mc ed è situata ad un'altezza di 433 metri.
Da qui parte la condotta forzata con giunti di dilatazione lunga circa 400 m, con diametro di 0,8 m ed un salto circa di 190 m. All'esterno della centrale un canale a pelo libero restituisce l'acqua nel fiume Picentino.

Santa Maria Avigliano
La centrale di Santa Maria Avigliano per il funzionamento utilizza le acque del torrente Tenza, che è lungo circa 12 km e che si immette nel Sele in località Masseria Mina.
La centrale, costruita nel 1941, è ubicata nel comune di Campagna (SA). È una centrale ad acque fluente che per il suo funzionamento utilizza le acque del torrente Tenza, a quota 503 metri.
Una traversa di calcestruzzo sbarra e convoglia le acque in una vasca di calma, attraverso una bocca di presa.
Questa vasca è munita di uno scarico di fondo a comando manuale; da essa parte il canale di derivazione a pelo libero che porta alla vasca di carico avente capacità di circa 19 mc, posta a quota 501,90 m.
Per proteggere tale vasca dai detriti trascinati dalle acque dei fiumi sono stati installati due sistemi di filtraggio: uno con griglia metallica e l'altro rotante, entrambi a funzionamento automatico.
Dalla vasca parte una condotta forzata di diametro 0,4 m, lunga circa 305 m e con un salto di 118 m. Essa, a monte, è priva di organi di intercettazione ed è interrata per tutta la sua lunghezza; a valle, invece, è munita di una valvola a farfalla. Alla fine le acque vengono restituite nuovamente al corso del torrente Tenza grazie ad un canale di restituzione.

Tusciano
La centrale Tusciano utilizza le acque del fiume Tusciano che nasce in Campania tra i monti Polvericchio e Cervialto, attraversando i comuni di Olevano sul Tusciano, Acerno e Battipaglia. Dopo aver percorso circa 37 km il fiume sfocia nel golfo di Salerno.
Costruita fra il 1901 e il 1905, è ubicata nel comune di Olevano sul Tusciano(SA): la Società Meridionale di Elettricità, la SME, dava così inizio all'utilizzazione delle forze idriche nel Mezzogiorno d'Italia; promotore di tutto ciò fu Maurizio Capuano, Amministratore delegato della società.
La centrale è del tipo ad acqua fluente, con un'opera di presa ubicata sulla sponda destra del fiume, in contrada Acqua Bona del comune di Acerno con un bacino imbrifero di 80 km2. E' costituita da uno sbarramento formato da due paratoie metalliche che deviano il fiume in un canale dissabbiatore, al centro del quale è situata una griglia verticale con sgrigliatore automatico.
L'immissione dell'acqua in galleria avviene mediante un canale dissabbiatore posto a destra dello stesso, coperto con una griglia orizzontale, da dove inizia una galleria a pelo libero lunga circa 6 km e con una portata di 4 mc/s.
Lungo il percorso della galleria erano state costruite ventidue finestre di accesso. Di queste, oggi è accessibile solo la numero quattro. Dopo tale tragitto l'acqua arriva alla vasca di carico che ha una capienza di circa 300 mc ed è ubicata a 420,37 m, da dove, fino al novembre 2000, partivano due condotte forzate, una di diametro di 1,0 m e l'altra di 0,7 metri.
Oggi, a seguito di lavori per rinnovamento dell'impianto, le due condotte sono state sostituite da un'unica condotta forzata avente diametro di 1,2 m, mentre la lunghezza di circa 900 m ed il salto di 280 m sono rimasti invariati.
Le acque utilizzate, tramite un canale, vengono nuovamente restituite al corso del fiume Tusciano.

Grotta dell'Angelo
La centrale di Grotta dell'Angelo sfrutta per il suo funzionamento le acque del bacino artificiale delle Grotte di Pertosa.
È ubicata nel comune di Pertosa (SA), dove l'impianto è stato costruito nel 1907.
È una centrale ad acqua fluente che per il suo funzionamento utilizza le acque del bacino artificiale delle Grotte di Pertosa sfruttando un salto di 50 m L'opera di presa della centrale è situata all'ingresso della Grotta, a quota 259,59 m, dove una traversa di calcestruzzo sbarra le acque della sorgente formando così un bacino artificiale.
Quest'ultimo viene sfruttato dall'Ente del Turismo che organizza escursioni in barca per visitare le Grotte.
Studi recenti fanno risalire l'origine della grotta a circa 35 milioni di anni fa.
Il bacino artificiale può essere svuotato attraverso una paratoia posizionata sul lato destro della traversa di calcestruzzo.
Anche l'acqua in esubero non turbinata, appositamente incanalata, genera una piccola cascata, anch'essa sfruttata a scopo turistico.
Sul lato sinistro del bacino è posizionata una griglia dopo la quale parte la condotta forzata lunga poco più di 200 m e con diametro di 0,8 m.
Le acque vengono successivamente restituite nell'alveo del Tanagro attraverso un canale a pelo libero.

Giffoni
La centrale di Giffoni, del tipo ad acqua fluente, è ubicata nella frazione Vassi del comune di Giffoni Valle Piana (SA).